Darkitalia.it intervista band tutta italiana favole nere .
1) Ciao ragazzi! Presentatevi agli utenti di Darkitalia!
Dario:Ciao Maria e ciao a tutti, noi siamo Favole Nere, band torinese all’attivo dal 2007. Io sono Dario (bassista), alle voci abbiamo Silvio e Caterina, alla chitarra Marco, alla tastiera Daniele e alla batteria Paolo.
Silvio, Cate, Marco, Dani, Paolo (in coro):CIAOO
2) Avete un cd all’attivo e il singolo “Nessuna lacrima” dal quale è stato girato un video.Ce ne volete parlare?
Dario: Il cd “Specchio delle fantasie” è un po’ la summa del lavoro fatto lo scorso anno. Abbiamo scelto 9 tracce che penso rispecchino in modo completo tutte le direzioni che abbiamo voluto dare al nostro sound
.Lo specchio delle fantasie altro non è che lo ‘stargate’ per entrare nel mondo Favole Nere. Il titolo è tratto proprio dal testo del brano Nessuna Lacrima, che fa da opener all’album
.
Mentre stavamo lavorando a Nessuna Lacrima, abbiamo subito capito che si trattava di un brano “adatto” a diventare un singolo, anche se rimango dell’idea che rappresenti solo “una” delle direzioni intraprese dalle nostre sonorità .
L’idea del video è nata per gioco, anche perchà© l’abbiamo realizzato completamente da soli, con una sola telecamera…Volevamo partecipare ad un concorso, ma abbiamo subito capito che i mezzi messi in campo era esigui rispetto a chi aveva ingaggiato videomaker di professione o intere troup . Perಠè stato divertente, l’abbiamo girato in una sola giornata, facendoci un sacco di risate.
Il video, cosଠcome il brano, vogliono essere una critica alla dipendenza, all’alienazione e assuefazione da sostanze alteranti. Per sostanze alteranti intendiamo tutto ciಠche da cui siamo continuamente obnubilati. Nel video facciamo riferimento alla tv che ci fa vivere con un cappuccio in testa, ma il discorso è estendibile a diversi piani… fate vobis. Come ci piace dire “le canzoni appartengono a chi le ascolta”… se poi vi diciamo tutto noi non c’è gusto.
3) Avete una forte impronta Wave alla quale ibridate riff Gothic Rock e vocals femminili e maschili.Quali sono le vostre influenze e band di riferimento? Che tipo di sound dobbiamo aspettarci nel vostro cd?
Silvio: Per quanto riguarda il sound, hai già detto tutto tu! Nasce prevalentemente sulla scia della New Wave, ma viene arricchito dalle influenze musicali di ognuno di noi. Ascoltiamo diversi generi musicali e penso sia normale e gratificante che ognuno esprima il proprio modo di concepire la musica, all’interno di un contesto di brani inediti. Personalmente ascolto molta darkwave, ma sono cresciuto con il metal degli anni ’80-’90 in tutte le sue sfaccettature e con il rock progressivo degli anni ’70. Tra di noi c’è chi ascolta molta New Wave attuale e musica elettronica, chi ama l’hard rock e la musica strumentale, chi il jazz e i cantautori.
Dario: Personalmente non mi sono mai piaciute le etichette in cui si “intrappolano” i brani, perಠper intenderci direi che si, una delle basi è sicuramente la wave. Personalmente credo che, almeno in “Specchio delle fantasie”, ci sia il tentativo di un superamento delle basi new wave, affiancandovi delle ritmiche meno miminali e con il giusto ibrido chitarra / synth.Come dicevo all’inizio sono diverse le direzioni che vogliamo prendere.
4) Avete anche influenze extra musicali? poesia, arte…? Cosa vi ispira?
Silvio: Qui ognuno dovrebbe parlare per sà©…sicuramente il fatto di accostarsi alla musica denota una sensibilità artistica molto pi๠generale, manifestabile anche in altri ambiti. Io amo la letteratura anglosassone contemporanea e mi piace molto scrivere poesie e romanzi, ma anche recensioni musicali (…adesso te lo devo dire…lavoro per la concorrenza su Darkroom Magazine…!!!)
Dario: non so se riesco a definire gli spunti d’ispirazione. Posso perಠdire che il singolo ‘Nessuna lacrima’ è tratto (tra le altre cose), a “Infine Jest” di Wallace e “Le tre stimmate di Palmer Eldritch” di P.Dick…dacci uno sguardo se non li hai letti…un’esperienza!
5) Di cosa parlano i vostri testi? Sono autobiografici?
Dario: …per quanto mi riguarda ti ho già risposto. Onestamente non mi piace offrire una chiave di lettura di quel che scrivo. Perಠdopo che ne hai letto uno, possiamo confrontarci.
Silvio: Ci piacerebbe che ognuno interpretasse i testi a seconda del suo vissuto personale. Amiamo dire che i testi sono del lettore e non dello scrittore, ma sarebbe comunque una piccola bugia…Personalmente il mio modo di scrivere è molto legato alle mie emozioni; alle volte prendo spunto da fatti esterni che mi colpiscono particolarmente, ma molto pi๠spesso rappresentano lo sfogo di imprigionare sulla carta tutte quelle che sono le mie principali paure e insicurezze. Nello specifico i testi si basano sull’idea secondo la quale Lilly, la misteriosa bambolina-mascotte del gruppo, è colei che dirige la parte negativa del mondo, insinuando nelle menti umane le imperfezioni che ognuno di noi si porta appresso; è cosଠche i personaggi delle “Favole Nereâ€, raccontano ognuno la propria “anomaliaâ€, i propri difetti. Troviamo quindi il nostalgico, apatico e alienato (“Nebbiaâ€), l’idealista speranzoso e schizofrenico di “Camera A Gasâ€, l’illuso e ossessivo ingenuo di “Onda Anomalaâ€, l’assetato e simbiotico sottomesso di “Invisibile†.
6) “Favole Nere” è un bel monicker. Ci volete svelare il significato?
Dario: mi è immediatamente piaciuto perchà© si adattava bene a ciಠche avevo intenzione di fare: raccontare storie, favole. Non tutti forse sanno che le favole prima di cosଠcome le conosciamo oggi, prima delle metamorfosi create da Disney, avevano contenuti ben diversi.
Per esempio la sirenetta muore diventando schiuma del mare, la piccola fiammiferaia muore al freddo, Biancaneve era superba: era convinta di dover essere la pi๠bella e poi mangia la mela avvelenata: la strega aveva avvelenato la mela pi๠bella sapendo che Biancaneve avrebbe scelto proprio quella. Quindi altro non si è fatto che portare al pre-disney il concetto di favole che nel nostro caso abbiamo identificato con NERE per l’ovvio distinguo dall’accezione moderna del termine.
Ma occorreva che le favole fossero semplici, immediate. Per questo le abbiamo corredate di un impianto musicale “semplice” e di un cantato comprensibile.
7) Utilizzate l’italiano. Una scelta che merita rispetto! Tra l’altro da sempre l’Italia ha una forte tradizione cantautoriale (De Andrè, Mario Castelnuovo ecc.) e Wave (Diaframma, Moda, Litfiba…) espressa in italiano…anche gruppi moderni come Le vene di Lucretia, Calle della Morte o Lacrime di Cera hanno scelto come voi di esprimersi in italiano!
Dario: l’utilizzo della lingua italiana si ricollega al concetto di favola. L’idea era quella di rendere immediati i brani, cosଠcome le favole… Speriamo di esserci riusciti! Comunque hai ragione, i nomi che hai fatto sono un’eredità pesante oltrechà© un’esposizione a scomodi paragoni.
Spesso nelle recensioni ci hanno accostato ai Litfiba, specie per il cantato di Silvio (non sono ancora sicuro se essere contento o non per Silvio), anche se non condivido per niente. Trovo nel panorama musicale tanti gruppi cloni di qualcuno, mentre non ho ancora trovato un nostro clone. E’ chiaro che forse non sono obbiettivo.[J]
8) Com’è la vostra esibizione live? Potete raccontarci com’è un vostro concerto? O dove avete già suonato o vorreste suonare?
Silvio: Le nostre esibizioni live cercano di riprodurre il pi๠possibile il contesto della favola in sà©, ma senza snaturare quello che è il semplice e onesto impatto live di una rock band. Non sopporto le pagliacciate che mettono in scena alcuni gruppi attuali, dove l’ausilio di un trucco esasperato ed estremi quanto poco fantasiosi escamotage, non fanno altro che denotare la mancanza di una vera proposta musicale. Non se ne puಠpi๠di gente travestita da zombi, con lenti a contatto bianche, che si tira del finto sangue addosso…(concordo al 100%! nota di Lunaria) la musica passa inevitabilmente in secondo piano! Abbiamo sempre sostenuto la necessità di un ritorno al “bagism”, termine coniato da John Lennon per indicare che un’artista andrebbe seguito per quello che fa e non per la sua immagine (“bag” ossia che per questo motivo andrebbe rinchiuso dentro a un “sacco”…).
Detto questo mi piacciono le coreografie semplici ma suggestive e che comunque lasciano la musica in primo piano. Ho sempre ammirato l’ambientazione che riuscivano a ricreare i Genesis negli anni ’70, molto evocativa e suggestiva, considerate le possibilità di quei tempi.
Per il futuro stiamo pensando a migliorare l’impatto visivo tramite la riproduzione di alcune immagini e video da noi create, che finora abbiamo utilizzato saltuariamente come esperimento. Per quanto riguarda i locali, per ora ci siamo limitati all’area torinese (United, Fabrik ecc…), ma stiamo cercando di ottenere un contratto con agenzie che ci possano permettere di andare oltre i confini regionali. Purtroppo proporre brani inediti, in Italia, è quasi sempre un problema: se non proponi un tributo o fai cover, i locali non ti pagano e spesso non ti danno neppure la possibilità di suonare; i soldi, in questa specie di paese, continuano ad essere la cosa pi๠importante, il lato artistico un puro vezzo…
9) Che obbiettivi pensate di volere realizzare in futuro?
Silvio: Abbiamo in programma un nuovo album, magari per il prossimo anno. Nel frattempo, l’obiettivo principale rimane sempre quello di farsi conoscere da pi๠gente possibile.
Dario: l’obbiettivo è quello di continuare a suonare, si spera sempre su palchi di maggior prestigio. Ultimamente siamo alla ricerca di date che possano permetterci di far girare il nome anche fuori dal Torinese, ma come diceva Silvio è molto difficile.
10) Ok concludete come volete l’intervista!
Dario: un caro saluto a te Maria e a tutti gli amici di Darkitalia. Speriamo di vederci presto.
Silvio, Cate, Marco, Dani, Paolo (in coro): CIAOOOO!!!